Ghiacciaio Presena. Intervista ad Alberto Trenti: si torna a sciare ma tra cinquant'anni addio ai ghiacci alpini 1/2
[prima parte]
Sabato 9 ottobre riapre la stazione sciistica del ghiacciaio Presena nei pressi del Passo del Tonale tra le Province di Brescia e di Trento. Abbiamo quindi una notizia buona ed una cattiva. La buona è che un gruppo di uomini impegnati al massimo per rallentare lo scioglimento del ghiacciaio - effetti del Global Warming - hanno vinto la loro sfida, quella cattiva è che lo scioglimento si rallenta ma non si ferma.
Il dibattito sulle cause del Global Warming continua da anni ma se ne parla
sempre come di un qualcosa lontano.
La discussione sul tema rimbalza per il globo assumendo la forma di
uno strano ronzio, mai parole chiare e precise ed una lunga sequela
di “si ma però” e di “forse”. In questo dibattito
internazionale sono ancora molti gli scienziati che si prodigano con
grande energia nel tentativo di dissociare il riscaldamento climatico
dall'inquinamento prodotto dalle cattive attività umane.
Per capire meglio la situazione ho infilato gli scarponi e sono
andato sulle Alpi Sud-orientali, più precisamente sul ghiacciaio
Presena dove lavora lo scienziato e meteorologo Alberto Trenti
direttore di Meteo Trentino. Alberto Trenti è tra i fondatori del
Comitato Glaciologico Trentino, è uno dei massimi esperti a livello
mondiale in glaciologia ed è responsabile per la Provincia Autonoma
di Trento di un progetto che mira a rallentare lo scioglimento del
Ghiacciaio Presena.
La questione è questa, i ghiacciai della Alpi se ne stanno andando e basta andarli a vedere per capire di cosa stiamo parlando. Giganti morenti ed agonizzanti a poche ore dalle principali città italiane. In totale sintonia con i cugini polari anche i ghiacci alpini si stanno sciogliendo. Con questa intervista ho appreso che, se le cose non cambieranno, entro 30, 40 o al massimo 50 anni oltre l'85% dei ghiacci se ne sarà andato, sciolto ed evaporato. Per i nostri figli non resteranno che fotografie e video.
Sul Presena si prova con delle coperte geo-tessili, con teli bianchi che posizionati sul ghiaccio riflettono i raggi solari e quindi il calore. La differenza tra le aree coperte e quelle scoperte è impressionante, è evidente uno scalino di quasi due metri. In pochi mesi sono stati salvati o si sono sciolti — bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto — circa due metri di neve e di ghiaccio.
Il progetto — finanziato dalla collaborazione tra la Provincia Autonoma di Trento e la Società Carosello Tonale proprietaria degli impianti di risalita — sta dando ottimi risultati, l'idea è ottima e l'equipe tra le migliori al mondo ma questo non potrà salvare il ghiacciaio.
Giacinto Delpero - Presidente della società Carosello Tonale — è felice perché quest'anno gli impianti ripartono il 9 ottobre, ma questa felicità estemporanea cela la tristezza per questo fenomeno che non ha precedenti nella memoria di questi luoghi. Mai nessuno, da generazioni e generazioni, ha mai visto il gigante sciogliersi tanto. Delpero è un uomo di montagna, lui ama la montagna e lo si capisce subito, e tramite lui capiamo quale shock culturale sarà la scomparsa del Presena.
Si torna quindi a sciare dopo la pausa estiva. Ma la gente del posto ricorda che sino a vent'anni fa si sciava anche in Agosto ed oggi si fatica a ripartire in ottobre.
Un tempo la pista del Presena era costituita da una pendenza dolce, oggi è una conca, il ghiacciaio è calato di circa quaranta metri. Quaranta metri di spessore sono davvero molti perché significano centinaia di metri di estensione ed una quantità enorme di metri cubi di ghiaccio e di acqua.
Sono riserve idriche importantissime che vengono perse per sempre.
Per i ghiacciai alpini la sorte sembrerebbe ormai scritta ma l'uomo non sembra interessato come se non vi fosse una relazione tra ciò che avviene nell'ambiente naturale e la possibilità o qualità della vita sulla terra.
Indagando sul fenomeno si nota chiaramente quanto il tema sia ancora un tabù, come se sul tema vi fossero poteri forti interessati a mitigare e confondere la discussione.
Per ora ringrazio Trenti e Delpero per la loro disponibilità e per il loro impegno ma resta evidente che se loro lavorano sugli effetti solo con l'impegno di tutti, anche il nostro, sarà possibile intervenire sulle cause. [continua]
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