Polveri sottili, diossine e PCB: richiesta di trasparenza sul tema inquinamento bresciano
Le polveri fini hanno superato i limiti di legge quasi ogni giorno dall'inizio del nuovo anno. E a San Polo Pcb e diossina preoccupano i residenti. Ampliato l'organismo che monitora l'Alfa Acciai con due nuovi membri. Il Pd presenta un'interrogazione e boccia le politiche ambientali.
Una centralina a San Polo non c'è. Però ce ne sono al Broletto e al Villaggio Sereno. E queste non dicono nulla di buono ai cittadini bresciani.
Nulla che non sappiano già o non abbiano già riscontrato, peraltro. Ossia che i valori di inquinamento nell'aria sono sopra la media.
Non è forse Brescia la terza città d'Europa più inquinata? Così, sapere che al Broletto nei primi 16 giorni di gennaio per 11 volte si sono superati i limiti di legge per concentrazione di polveri fini nell'aria e che al Sereno è stato sfiorato l'en plein con 15 giorni su 16 non può coglierli di sorpresa. Ma li allarma comunque.
I dati sono questi, sono brutti, ma sono purtoppo in linea con quanto accade da diversi anni e che ha regalato alla Leonessa la cattiva fama e i poco edificanti primati in fatto di smog: spesso attorno ai cento giorni all'anno oltre i 50 microgrammi al metrocubo di Pm10, Brescia brucia in un attimo il bonus di 35 giorni fissati dalla legge europea.
Un tetto che superandolo scatta l'obbligo di assumere misure urgenti. E questo 2011 partito male è destinato a non fare eccezione, visti i dati usciti al Broletto ma soprattutto al Sereno. Dati che si possono leggere nella tabella pubblicata a fianco, con in rosso i "superi" dei limiti di allarme, quelli che segnalano che le micropolveri sono schizzate oltre i 74 microgrammi e che il nostro apparato respiratorio è a rischio. Ma si sa che San Polo dal punto di vista dell'inquinamento è la zona più sensibile e «calda». Un po' una prima linea, con i cittadini in trincea. Oltre ai problemi, come dire, diffusi alla città più inquinata d'Italia, lì ce ne sono di specifici ed esclusivi, che alzano l'allarme: il convergere di tangenziali e autostrade, una discarica di amianto in attesa del Tar, lo stabilimento dell'Alfa Acciai.
Di recente i dati sulla presenza di diossine e Pdb raccolti dal «lavoro» quotidiano dell'esposimetro posizionato al suolo, hanno messo in luce che queste sostanze si trovano in quantità superiori alle altre zone della città. Duecento volte superiori. In assenza di certezze sui parametri legislativi e relativi «tetti», una buona ragione per nutrire preoccupazioni.
È per ciò che anche l'amministrazione e anche la politica si muovono. Del resto sollecitati dai comitati spontanei sorti in quei luoghi intossicati e interpreti dei timori e delle preoccupazioni dei residenti. Ieri la Giunta comunale ha infatti confermato per un altro anno l'Osservatorio sull'Alfa Acciai, che, nato da una convenzione urbanistica del 1999, decade ogni dodici mesi e ha pertanto bisogno ogni nuovo anno di una deliberazione che lo confermi. Cosa che è stata fatta appunto ieri in Loggia, con la novità di potenziare l'organismo con l'ingresso del presidente della commissione ambiente del Comune, il leghista Pierraul Francesconi e di un rappresentante dell'opposizione in Consiglio comunale. Rappresentante che è stato individuato, dalle stesse minoranze, in Valter Muchetti del Pd. «Posto che fin qui l'osservatorio avrebbe rilevato che l'acciaieria è in regola - ha sottiolineato l'assessore all'Ambiente, Paola Vilardi - continueremo le rilevazioni e terremo alta l'attenzione sulla zona. In particolare sulle altre fonti di inquinamento che vi insistono, come le arterie stradali». Vilardi in una recente assemblea pubblica nel quartiere aveva annunciato anche altro: un rapporto biennale sul modello di quello stilato per il termoutilizzatore di via Codignole, che dia conto dello stato delle contaminazioni. E provvedimenti anche in materia di viabilità, se fosse utile.
Con Mucchetti a far da occhi e orecchi dell'opposizione nell'Osservatorio, il Pd non si nega altri strumenti per la lotta politica e la richiesta di trasparenza sul tema inquinamento. Nei giorni scorsi ha infatti annunciato la presentazione di un'interrogazione in Consiglio comunale. In essa sono ricordati «il peggioramento della situazione ambientale e la mancanza di incisive azioni per l'abbattimento delle fonti inquinanti che la Giunta aveva promesso». Nell'interrogazione, firmata dai consiglieri Fabio Capra e il citato Muchetti, si richiamano, tra l'altro, i 95 giorni di superamento dei limiti registrati nel 2010 e le politiche messe in atto da parte della Giunta Paroli di incentivazione del traffico privato su quello pubblico, «politiche che non fanno altro che peggiorare la condizione dell'aria». Nello stesso documento il Pd chiede di rinunciare alla realizzazione del parcheggio sotto al Castello e di avviare una larga pedonalizzazione del centro storico.
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